All’Università Magna Graecia di Catanzaro si è svolto con straordinario successo il congresso scientifico “Cardiomiopatie da accumulo: dalla genetica alla telemedicina”, presieduto dal prof. Daniele Torella, docente ordinario di Cardiologia dell’Umg e Direttore dell’Unità Operativa Complessa di Cardiologia dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria “Renato Dulbecco”. A dare il via ai lavori, il magnifico rettore dell’Umg, prof. Giovanni Cuda, che ha espresso viva soddisfazione per l’iniziativa sottolineandone l’importanza nel valorizzare l’impegno dell’ateneo di Catanzaro nella promozione della ricerca traslazionale e della medicina di precisione, con ricadute concrete sul territorio.
A seguire, è intervenuto il prof. Pasquale Mastroroberto, direttore del Dipartimento di Medicina Sperimentale e Clinica dell’Umg, che ha evidenziato la rilevanza dell’approccio multidisciplinare nel trattamento di patologie rare e complesse come le cardiomiopatie da accumulo. La dott.ssa Simona Carbone, commissario straordinario dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria “Renato Dulbecco”, ha inviato un saluto istituzionale tramite collegamento telematico, esprimendo apprezzamento per un congresso che rappresenta un esempio virtuoso di sinergia tra università e sistema sanitario regionale.
Il congresso ha registrato la partecipazione di oltre 40 relatori, tra cui esperti riconosciuti a livello nazionale nel campo della cardiologia, della genetica, dell’imaging cardiaco (dall’ecocardiografia alla risonanza magnetica cardiaca) e della medicina nucleare, e professionisti provenienti da tutta la Calabria, tra cui i primari degli ospedali hub e spoke dell’intera rete regionale. Un segnale forte di coesione, collaborazione e volontà condivisa per affrontare in maniera sistemica le sfide poste da queste patologie.
Focus sulle cardiomiopatie da accumulo, un gruppo di malattie rare e spesso sotto-diagnosticate, che rappresentano oggi una crescente causa di scompenso cardiaco e mortalità. Ampio spazio è stato dedicato all’amiloidosi cardiaca per la quale sono disponibili terapie specifiche in grado di modificare la storia naturale della malattia. L’obiettivo principale dell’evento è stato quello di condividere le basi per la creazione di un network calabrese dedicato a queste patologie che coinvolga tutti i presìdi ospedalieri della regione e consenta l’elaborazione di un Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale (PDTA) condiviso da sottoporre alla Regione Calabria. Un progetto ambizioso, ma necessario, per garantire diagnosi precoci, terapie appropriate e una presa in carico strutturata e omogenea dei pazienti in tutto il territorio regionale.
«Questo congresso – ha dichiarato il prof. Daniele Torella, promotore e presidente dell’evento- non è stato solo un’occasione di aggiornamento scientifico, ma un segnale forte di rinascita organizzativa per la sanità calabrese. L’obiettivo – ha sottolineato Torella – è costruire modelli di cura avanzati, sostenibili, integrati e centrati sul paziente, facendo leva sulle eccellenze cliniche e accademiche del nostro territorio».
La partecipazione entusiasta di medici, specializzandi, infermieri e tecnici sanitari ha confermato la centralità dell’argomento e la necessità di una risposta condivisa. Il congresso ha rappresentato il primo importante passo verso una rete calabrese consapevole, competente e proiettata verso un nuovo modello di sanità territoriale e specialistica. L’evento, accreditato ECM e a partecipazione gratuita, ha rappresentato un momento di alto profilo scientifico e di profonda valenza strategica per il futuro della sanità calabrese.