Settimana imperdibile al Teatro Politeama di Catanzaro con Arturo Brachetti e Stefano Bollani 

Settimana imperdibile al Teatro Politeama di Catanzaro con Arturo Brachetti e Stefano Bollani 

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Inizia una settimana imperdibile per il Teatro Politeama di Catanzaro che ospiterà due grandi nomi come Arturo Brachetti, mercoledì 26 marzo, e Stefano Bollani, sabato 29 marzo (unica data in Calabria). Spettacoli diversi per genere e proposta, ma che ben si coniugano all’interno della più ampia rassegna “Musica & Cinema” con la volontà, della Sovrintendente Antonietta Santacroce e di tutto il management, di fare del Politeama “il teatro di tutti”.  
Stupore, divertimento, emozioni. Un Politeama verso il sold out si prepara a riabbracciare uno degli artisti italiani più amati nel mondo, pronto ad incantare il pubblico con il suo lavoro più completo, definito ormai un classico contemporaneo: SOLO. Un one man show ormai definito un classico senza tempo, con il suo carico di meraviglia che continua a incantare migliaia di spettatori in tutta Europa. Un viaggio sospeso in uno spazio indefinito nella storia di Arturo e, parallelamente, in quella di ognuno di noi: 90 minuti in cui si susseguono risate, applausi e grande stupore che corrono veloci in uno spettacolo che, da otto stagioni, conquista gli spettatori di ogni età. Protagonista è il trasformismo, l’arte di cui Brachetti è il maestro indiscusso, a cui si affiancano le altre affascinanti discipline in cui Arturo eccelle: grandi classici come le ombre cinesi e la chapeaugraphie insieme a sorprendenti novità come la poetica sand painting e il magnetico raggio laser.

Per Brachetti un piacevole ritorno al Politeama e a Catanzaro a cui lo lega il “ricordo della scoperta della marmellata di bergamotto”, in una “terra in fondo a me vicina perché uno zio era di Catanzaro ed il mio compagno di banco era di Catanzaro e verrà a vedermi”. Famoso e acclamato in tutto il mondo, Brachetti è la leggenda del quickchange, quel trasformismo che lui stesso ha riportato in auge, reinventandolo in chiave contemporanea. La sua carriera comincia a Parigi negli anni 80: “Nel tempo ho cominciato ad espandermi, ora porto 450 personaggi e ho raggiunto degli ambiti dove non avrei mai immaginato di arrivare, come la lirica, usando anche l’arte del mimo e aver lavorato in Cabaret mi ha permesso di cantare per la prima volta a 65 anni”.

Brachetti aprirà ancora le porte della sua casa, per scoprire la storia che è contenuta in ciascuna camera e condividerla con il suo pubblico: “Uomini, donne, mostri, poeti: il più difficile è quando faccio me stesso, con giacca e t-shirt, senza maschere, come lo è per tutti”.  Nell’epoca in cui tutto viene mostrato e ed è sempre più difficile distinguere la realtà dalla finzione, per Brachetti il teatro conserva intatto il suo fascino: “E’ il posto in cui conta ciò che vedi, dal vivo, senza riproduzioni, in cui si è testimoni, insieme ad altri, di un evento irripetibile. E nonostante i trucchi ci credi, perché la meraviglia è un meccanismo necessario alla nostra vita. Sono felice di accompagnare il pubblico verso questa piacevole innocenza, nella sospensione del tempo, nella realtà immaginata che ci rende davvero felice”.


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