Il Luogo del Cuore nel cuore della Calabria, l’Antico Mulino delle Fate, Regno della Fata Gelsomina, continua a far parlare di se e questa volta diventa membro della più importante organizzazione Mondiale, l’unica che si occupa promuove l’interesse e la comprensione a livello mondiale dei mulini a vento, ad acqua e ad animali.
Il termine “molinologia” è stato coniato per la prima volta dal portoghese Joao Miguel dos Santos Simoes al primo Simposio internazionale sulla molinologia nel 1965 per definire lo studio dei mulini. A rappresentare l’intero sud Italia a livello mondiale quindi sarà ancora una volta l’Antico Mulino delle Fate: la “Fabrica nel Paesaggio” come definito dal prestigioso “Primo Premio Internazionale” promosso dalla Federazione Italiana delle Associazioni e Club per l’UNESCO.
A far conoscere l’Antico Mulino delle Fate sarà proprio il presidente dell’associazione culturale Amici dell’Antico Mulino delle Fate, l’ingegner Fabio Aiello, ricordiamo già referente per la Regione Calabria dell’associazione Antichi Mulini Storici Italiana.
Sua e della moglie Anna Filando, sempre ingegnere, residenti in Svizzera, l’intuizione di acquistare i ruderi dell’antico mulino e di rimetterlo in funzione solo con propri risparmi senza nessun tipo di finanziamento pubblico. Un percorso di amore incondizionato per la propria terra, arduo e diverse volte commovente, in cui senza scopi di lucro oggi si tornano a macinare grani antichi per dimostrazioni didattiche e soprattutto si “Macina Cultura”.
Primo appuntamento a cui parteciperanno la coppia di ingegneri lametini sarà la Conferenza Mondiale di sabato 5 aprile in Romania, con The Rudaria Mill complex”, si parlerà del piccolo villaggio di Rudaria, nella Romania occidentale, dove si trova uno dei più grandi complessi di mulini, composto da non meno di 25 mulini ad acqua orizzontali.
L’Ingegner Aiello sottolinea che il tema della conferenza mondiale di giorno 05, tratta di un sito simile a quello esistente nell’antica città di Nicastro (ora Lamezia) in cui in poco meno di 3 km esistevano 23 opifici idraulici, conosciuti come la “Via degli antichi mulini delle Fate”. Pensare in futuro di poter e far conoscere la storia del nostro territorio a studiosi e membri internazionali magari con una conferenza a livello mondiale, non è da escludere, ma ancora la città non è pronta a questo grande passo in avanti verso l’idea di “turismo culturale” soprattutto internazionale.